Il primo passo nella preparazione finanziaria per il pensionamento è la stima dell’importo della pensione futura.
Questo calcolo, che può essere effettuato attraverso il servizio “La mia pensione futura” disponibile sul sito dell’INPS o rivolgendosi a patronati e consulenti previdenziali, consente di avere un’idea realistica delle risorse su cui si potrà contare una volta lasciato il mondo del lavoro.
Il calcolo della pensione si basa su diversi fattori, tra cui l’anzianità contributiva maturata, le retribuzioni percepite durante la vita lavorativa, l’età al momento del pensionamento e il sistema di calcolo applicabile (retributivo, misto o contributivo).
Per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima del 1996, il calcolo è generalmente misto, con una parte determinata con il metodo retributivo (basato sulle retribuzioni degli ultimi anni) e una parte con il metodo contributivo (basato sui contributi versati).
Un parametro fondamentale per valutare l’adeguatezza della pensione futura è il tasso di sostituzione, ovvero il rapporto tra il primo assegno pensionistico e l’ultima retribuzione.
Mentre in passato questo tasso poteva raggiungere o superare l’80% per i lavoratori con carriere lunghe e stabili, le proiezioni attuali indicano che per i futuri pensionati potrebbe attestarsi intorno al 60-70%, o anche meno per chi ha carriere discontinue o è soggetto interamente al sistema contributivo.
Una volta stimato l’importo della pensione futura, è possibile calcolare l’eventuale gap previdenziale, ovvero la differenza tra le risorse necessarie per mantenere il proprio tenore di vita e quelle che saranno effettivamente disponibili con la pensione pubblica.
Questo gap rappresenta l’obiettivo da colmare attraverso forme di risparmio e previdenza complementare.
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